Questo magico vino deve la sua attuale notorietà tra gli appassionati a due personaggi di Castagnole Monferrato. Il parroco, don Giacomo Cauda che alla fine degli anni settanta si è dedicato con grande entusiasmo alla produzione del Ruché, e il sindaco Lidia Bianco – già segretaria della scuola d’agraria di Asti – che si è impegnato per fargli assegnare la denominazione d’origine controllata, peraltro ottenuta nel 1987.
L’etimologia di questo vitigno autoctono è incerta in quanto la toponomastica locale non annovera nemmeno in tempi antichi siti ai quali il nome Ruché sia chiaramente riconducibile.
Taluni comunque ipotizzano un legame con la presenza a Portacomano (uno dei sette comuni ove si produce il Ruché) di una chiesa benedettina dedicata a San Rocco. Altri ancora pensano che il nome possa derivare dai luoghi collinari erti ed arsi dal sole (rocche) nei quali questo vitigno dà il meglio di sé.
Il 10-11 maggio 2008 grandi festeggiamenti a Castagnole Monferrato per il ventennale della D.O.C., con tutti i produttori di Ruchè.


